martedì 15 giugno 2010

Henry Cartier-Bresson: l'arte della fotografia

Ieri sera ho riguardato alcuni siti di fotografia che avevo salvato tra i miei preferiti qualche tempo fa, e mi è accaduto di riaprire una pagina sull' L’arte di Henri Cartier-Bresson..

Ri-leggo questa pagina e mi accorgo della ragione per cui, per me, egli incarna sempre l'anima della Fotografia, senza nulla togliere a quelli che lo precedono e a quelli più recenti .


"Henri Cartier-Bresson, l’uomo che ha trasformato il fotogiornalismo in arte, ha spesso dichiarato di non essere per nulla interessato alla fotografia. Non c’è paradosso: le sue origini artistiche sono nel disegno e nella pittura, che a partire dal 1966 sono tornati ad essere suo interesse predominante.

Tuttavia il vero motore primo della sua intera ricerca artistica, quale che sia la forma nella quale si è poi espressa, può essere identificato nella sua concezione umanistica della realtà, e non a caso è stato definito un classicista: lo è, non solo per la sua attenzione ai canoni della forma e agli equilibri geometrici dell’immagine, ma soprattutto per il suo costante indagare sui valori dell’esistenza, sull’essere umano e i suoi rapporti con il mondo.(...)
(Lo specchio Incerto: L’arte di Henri Cartier-Bresson).


Penso che le fotografie che incidono realmente nell'animo siano quelle che rimandano ad altro, cioè hanno un significato , altrimenti sono fini a se stesse, sono un mero esercizio tecnico ed estetico .

Fotografare è trattenere il respiro…” ed il fotografo, al pari di un arciere, deve dimenticare tutto, anche se stesso, per concentrarsi sull’obiettivo.(...)"(H.Cartier-Bresson)

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