lunedì 24 maggio 2010

Dalla materia prima il gioiello

Raku, tecnica di origine giapponese, nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l'armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme.
L'origine del raku è legata alla cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri tra i quali il più importante era la tazza, che gli ospiti si scambiavano l'un l'altro.






Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano.
L'invenzione della tecnica raku è attribuita ad un artigiano coreano addetto alla produzione di tegole dell'epoca Momoyama (XI sec.d.C.), Chojiro, che la sviluppò per poter più facilmente creare le ciotole per la cerimonia del tè(e in effetti il suo mecenate fu Sen no Rikyu, un maestro di questa cerimonia).
Il termine giapponese raku significa letteralmente comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere, deriva dal sobborgo di Kyōto da cui veniva estratta l'argilla nel sedicesimo secolo.
Da quel momento divenne anche il cognome e il sigillo della stirpe di ceramisti discendente da Chojiro, tutt'ora attiva in Giappone.
Nel diciottesimo secolo venne pubblicato un manuale che ne spiegava nel dettaglio la tecnica, e da allora il raku si diffuse anche al di fuori del Giappone.”…..
“L'anima del raku è la gioia di sperimentare e l'istintività; ogni oggetto è unico, particolare e irripetibile.” (Wikipedia)





Per saperne di più delle realizzazioni artistiche di questa tecnica, consiglio questo sito: arteraku

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