martedì 25 maggio 2010

Cocci di mare

Il vetro di mare (sea glass) ha un’origine curiosa : si tratta di cocci di vetro provenienti dal mare , levigati dall’acqua, dalle onde e dalla sabbia


"La maggior parte di essi vengono da bottiglie, ma non sono esclusi anche i barattoli e piatti, parabrezza e vetri delle finestre.




I colori variano perciò a seconda della loro origine. I colori verde acqua, marrone trasparente provengono dalle bottiglie di birra, di succhi e bevande, mentre quelli trasparenti o bianchi vengono da piatti e bicchieri , parabrezza e vari .
I colori meno comuni sono giada e ambra (dalle bottiglie di whisky, farmaci, e liquori) , l’ambra dorata (dalle bottiglie di liquori), il verde lime (dalle bottiglia di soda degli anni 60), verde foresta, e il blu ghiaccio e soft (dalle bottiglia di soda, di farmaci e di succhi di frutta del tardo ‘800 e primi ‘900, finestre e parabrezza).




Nel tempo i vetri di mare sono diventati oggetto da collezione, tant’è vero che è sempre più diffcile trovarne, e d’altra parte il vetro è stato ampiamente sostituito dalla plastica e viene scoraggiato il buttare l’immondizia in mare.(mia libera trad. da : Wikipedia - Sea glass )

lunedì 24 maggio 2010

Dalla materia prima il gioiello

Raku, tecnica di origine giapponese, nasce in sintonia con lo spirito zen che esalta l'armonia presente nelle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme.
L'origine del raku è legata alla cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri tra i quali il più importante era la tazza, che gli ospiti si scambiavano l'un l'altro.






Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano.
L'invenzione della tecnica raku è attribuita ad un artigiano coreano addetto alla produzione di tegole dell'epoca Momoyama (XI sec.d.C.), Chojiro, che la sviluppò per poter più facilmente creare le ciotole per la cerimonia del tè(e in effetti il suo mecenate fu Sen no Rikyu, un maestro di questa cerimonia).
Il termine giapponese raku significa letteralmente comodo, rilassato, piacevole, gioia di vivere, deriva dal sobborgo di Kyōto da cui veniva estratta l'argilla nel sedicesimo secolo.
Da quel momento divenne anche il cognome e il sigillo della stirpe di ceramisti discendente da Chojiro, tutt'ora attiva in Giappone.
Nel diciottesimo secolo venne pubblicato un manuale che ne spiegava nel dettaglio la tecnica, e da allora il raku si diffuse anche al di fuori del Giappone.”…..
“L'anima del raku è la gioia di sperimentare e l'istintività; ogni oggetto è unico, particolare e irripetibile.” (Wikipedia)





Per saperne di più delle realizzazioni artistiche di questa tecnica, consiglio questo sito: arteraku

sabato 22 maggio 2010

martedì 18 maggio 2010

Scrivere sulla pelle

Inizio con la citazione di uno studioso :


Se la pelle di un corpo umano medio venisse distesa come una mappa, un foglio di pergamena, si allargherebbe su più di due metri quadrati.

domenica 16 maggio 2010

Donne dal collo di cigno

Si narra che in un tempo lontano i Padaung vivessero nella lussuria e nei piaceri. I nat, gli spiriti della locale credenza popolare, indispettiti da questo comportamento superficiale e indolente decisero di punire i Padaung aizzando feroci tigri contro le loro donne.
Gli uomini preoccupati dal rischio di perdere le proprie amate, seguendo i consigli di un vecchio saggio, decisero di utilizzare grossi fili d'oro per fabbricare spirali con le quali proteggere il collo e gli arti delle donne dai morsi dei felini.


Da allora le donne, pur utilizzando un metallo meno prezioso dell'oro, non abbandonarono più quell'usanza che anzi venne adottata come simbolo di seduzione e fedeltà. “ (Traveller Society)

 





“Un'antichissima tradizione non ancora del tutto abbandonata, vuole che esse debbano avvolgere attorno al collo una lunga e pesante spirale d'ottone. Questo particolare ornamento è composto da due parti distinte.
Quella inferiore, che ricopre in parte la spalla, è a guisa di bavero ed è tenuta insieme da un'ansa formata a sua volta da anelli, mentre la parte superiore è formata da una lunga spirale che avvolge il collo.
All'età di cinque anni, nel corso della "cerimonia del plenilunio", alle bambine vengono imposte spirali d'ottone alle braccia e le caviglie, quindi vengono sottoposte ad un vigoroso massaggio per stirare i muscoli del collo dopodiché vengono fatti loro indossati i primi tre chili di collare attorno alla gola.
Questo rito di iniziazione segna per sempre la vita delle future donne. Nel corso degli anni il collare viene poi via via aumentato di peso. “


“Nella tradizione di questo popolo il monile non solo conferisce agli occhi dei membri della tribù un particolare fascino a chi lo indossa, ma anche prestigio sociale e morale. Senza di esso la tradizione rendeva improponibile sia il matrimonio che la maternità e irrealizzabile l'affermazione personale.
Giunte in età da marito, il collo di queste donne, che nel frattempo ha raggiunto l'eccezionale lunghezza di venticinque centimetri, si trova ormai racchiuso in un collare da una decina di chili. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è il collo ad allungarsi, ma la cassa toracica, che sotto la pressione esercitata dal peso del collare, si abbassa. Il collo così deformato viene limitato nei movimenti e a causa dell'atrofizzazione dei muscoli, non è più in grado di sorreggere la testa.
Qualora il collare venisse tolto, queste donne morirebbero soffocate poiché la testa cadendo bloccherebbe la respirazione. In passato alle spose infedeli veniva inflitta come punizione l'allontanamento dal villaggio dopo che era stato loro tolto il collare.
Questa pratica di abbigliamento, costringe a dover giornalmente massaggiare gambe, braccia e collo per agevolare la circolazione sanguigna.” (Traveller Society)


sabato 15 maggio 2010

Lo scarabeo sacro

"Nell’antico Egitto viene data molta importanza al significato religioso di alcuni oggetti sacri, che erano motivo decorativo dei gioielli.
Essi sono simbolo di ricchezza e di potere religioso e politico dei faraoni e sono importanti non solo nella vita terrena ma anche e soprattutto nell’aldilà.
Un esempio sono le incisioni su pietre preziose della forma dello scarabeo e di altri simboli religiosi antropomorfi."



                 (medaglione pettorale di Tutankhamun)




"Il metallo più utilizzato è l’oro,simbolo della carne di Ra, il dio Sole, ma c’è anche il bronzo , rivestito di foglie d’oro , e una lega di oro, argento e rame.
Benchè dispongano di pietre molto preziose , gli antichi egizi preferiscono imitarne i colori usando vetro policromo, poichè le gemme naturali erano molto dure da lavorare .
Viceversa , le pietre più semplici da lavorare vengono largamente utilizzate: lapislazzoli, Jasper (diaspro?), corniola, malachite, quarzo e turchese.




Il colore-simbolo della regalità , in molte culture antiche tra cui quella egizia, è il blu, e ciò fa del lapislazzolo una delle pietre più ricercate fra tutte le gemme.
La maggior parte delle pietre impiegate si trovano in Egitto o nelle immediate vicinanze, ma alcune , come il lapis, sono importate da lontano, fin dall’Afghanistan.



La gemma preferita dalla regina Cleopatra era lo smeraldo , estratto vicino al Mar Rosso.
Esiste una simbologia del colore presso questa civiltà, come anticipato per il colore blu.
Il verde è simbolo di fertilità e ricchezza del raccolto, mentre , secondo il “Libro dei Morti”, la persona deceduta indossa una collana di color rosso , per soddisfare il bisogno di sangue del Dio Isis.
L’elemento del gioiello è importante quanto il colore usato , e il simbolo più importante in assoluto è lo scarabeo (o scarabeo stercorario)." (da Jewellery of Ancient Egypt libera trad.)




Gli amuleti di scarabeo sono simbolo di rinascita poichè lo stercorario “crea pallottole di sterco allo scopo di trasportare più facilmente il cibo verso un nascondiglio. Le pallottole di sterco servono come riserva di cibo, o come protezione delle uova. (Wikipedia)

"I gioielli ornamentali comprendono bracciali, spille, orecchini, chiusure, coroncine, parrucche e cinture .


Onorificenza militare

Inoltre, tipici della cultura egizia, ci sono i pettorali, trovati su molte mummie.
I pettorali sono una elaborata decorazione del torace, sospesi a una catena o ad un nastro, e rappresentano le diverse divinità ."









"C’è poi un copricapo che consiste in una specie di parrucca di lunghe strisce flessibili di pezzi d’oro; essa veniva tenuta ferma da un diadema d’oro, che serviva a dare stabilità alla parrucca durante le cerimonie.
Il diadema viene indossato anche dalla mummia, per proteggere la fronte del Faraone nell’aldilà."
( da Jewellery of Ancient Egypt, libera trad.)


Agli appassionati di civiltà egizia, consiglio di andare su: Egitto news e Kemet, la voce dell'antico Egitto

Il disco labiale

Il piatto o disco labiale è tipico di alcune etnie dell’Africa, come il popolo Mursi, e indica la maturità sessuale delle ragazze che sono perciò in età da matrimonio.


Quello che vedete qui è il frutto di molti anni di "lavoro". E non senza sofferenze. Alle donne della tribù etiope dei Mursi, infatti, all'età di 15 anni viene praticata un'incisione sul labbro inferiore. Un foro che viene poi gradualmente dilatato con dischi sempre più larghi di legno o argilla. “ (Focus)


Per applicarlo si sottopongono ad un’operazione dolorosa: l’eliminazione degli incisivi inferiori mediante uno scalpello.” (missionari d'africa)


 







Dopo un po' di tempo, queste donne riescono a indossare placche anche di 10 centimetri di diametro decorate a mano . Un gioiello che serve alle donne mursi per trovare marito. L’usanza secondo gli antropologi è un rito di passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Quando il disco è grande significa che la donna ha raggiunto la maturità sessuale.” (Focus) .

Essa , “di origine sconosciuta, sembra abbia l’unica funzione di abbellire la donna e renderla più desiderabile agli occhi dell’uomo. Alcuni sostengono” invece “ che servisse, ai tempo dello schiavismo, ad evitare il rapimento delle donne poichè ne deturpava l’aspetto (Omo river raid-Etiopia)

un gioiello è per sempre

Approfitto del tempo libero dal beadwork per scrivere posts sul significato degli ornamenti presso diverse etnie primitive. Penso infatti che il gioiello non debba essere vista solamente come un semplice elemento estetico.




 


Ho sempre in mente la vastissima collezione di gioielli etnici raccolti in tutto il mondo dai coniugi Ghysels, che ho avuto l’enorme fortuna di vedere a Milano più di 10 anni fa, e parlerò magari anche dei tatuaggi e della decorazione del corpo:

L'etnico in Occidente













domenica 2 maggio 2010

fotografie1

Raduno qui le foto da me fatte , oltre agli autoscatti ci sono quelle degli amici e di “nature morte”.
Naturalmente mi sono sbizzarrita con i fotoritocchi (vd. www.Picnik.com)





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Tiu
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