mercoledì 2 settembre 2009

La Collezione Ghysels

La collezione di gioielli etnici dei Ghysels è una delle più importanti e complete al mondo. Risultato di una ricerca estesa in più di quarant'anni, guidata da un desiderio di autenticità e di bellezza plastica, la raccolta è una testimonianza insostituibile di tradizioni ormai scomparse. Con grande passione, dopo aver esplorato l'universo degli anelli e quello degli orecchini nei primi due volumi di questa collana, partiamo alla scoperta del mondo dei bracciali. Dominio privilegiato delle forme,
l'insieme dei circa 1200 bracciali, per la maggior parte inediti, selezionati uno a uno con amore e gran attendibilità di gusto, è di eccezionale qualità. La bellezza dell'impostazione delle immagini nelle pagine di Colette Ghysels e delle fotografie di Mauro Magliani accresce il nostro piacere estetico. Sul piano formale, molti bracciali etnici sono al limite tra due mondi: quello della preistoria - della quale numerose etnie hanno prolungato le tradizioni fino al XX secolo - e quello del gioiello d'artista contemporaneo. Come anelli e orecchini, anche bracciali e cavigliere costellano le tappe della vita. Nel Medio Oriente, i piccoli anelli che tintinnano al minimo movimento proteggono i bambini da malocchio. A Sanaa, ogni sposa che si rispetti indossa numerose coppie di bracciali con filigrane leggere come ragnatele. La sposa del Bengala riceve un bracciale di conchiglie per essere certa di una numerosa progenie mentre un bracciale piatto in avorio ricompensa il valore di un cacciatore dinka di elefanti in Sudan. Uomini e donne si preparano per il loro viaggio finale circondandosi per l'ultima volta di bracciali come gli esemplari in giada scoperti nelle tombe in Cina. L'autore ci accompagna, continente dopo continente, nei contesti culturali corrispondenti ai bracciali. Le didascalie ne illustrano i materiali, le dimensioni e le funzioni. Completano il volume un glossario che riporta i termini tecnici, delle carte e un indice.

Dall'anticipazione:
"Dopo i tre precedenti titoli, ecco il quarto volume della serie dedicata ai gioielli etnici di tutto il mondo: 1200 bracciali, assolutamente inediti, di straordinaria originalità, qualità e fattura.
I bracciali etnici rappresentano la frontiera tra due mondi: quello della preistoria, del quale diverse etnie hanno tramandato le tradizioni fino al XX secolo, e quello dei bijoux dell’arte contemporanea, ispirati più o meno dichiaratamente alle opere dell’antica arte orafa.
Colorati con henné, tatuati o più raramente incisi, gli arti sono sempre stati oggetto di metamorfosi effimere o durature e, fin dalla notte dei tempi, braccia e gambe sono state ornate da un gran numero di bracciali.
Come per gli anelli e gli orecchini, braccialetti e cavigliere costellano la vita nei suoi momenti più significativi: piccoli anelli che tintinnano al minimo movimento proteggono i bambini dagli spiriti maligni in Medio Oriente. Non c’è sposa ebrea a Sanaa che non faccia sfoggio di varie paia di braccialetti dalla filigrana fine come una ragnatela. A garanzia di una numerosa progenie la sposa del Bengala riceve un braccialetto di conchiglie. Quello con denti di cinghiale portato nella parte alta del braccio, simbolo dei Kankanay delle Filippine, segna il passaggio all’età adulta dopo i successi conseguiti come cacciatori di teste.
Un braccialetto piatto, d’avorio, ricompensa il prode cacciatore di elefanti dinka in Sudan. In procinto di partire per l’ultimo viaggio, uomini e donne si ornano ancora una volta di braccialetti, come quelli di giada trovati nelle tombe cinesi."

(Note di copertina del vol. "Bracciali etnici " - Anne Van Cutsem)


 

1 commento:

  1. moltomolto interessante ha vuoi entrare anche tu nella storia

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