domenica 26 dicembre 2010

Dracula di Bram Stoker

È strapotente, Dracula, ed è inerme. Può entrare in qualsiasi cosa e uscire da qualsiasi cosa. Può rimpicciolire e farsi sottilissimo. Può diventare pipistrello o lupo. Può nascondersi nella nebbia che egli stesso crea, o farsi trasportare dai raggi della luna, come polvere che si infittisce. Può fare tutto questo e altro ancora - scrive Bram Stoker -, ma non è libero: è più prigioniero dello schiavo o del pazzo nella sua cella. Non può varcare neppure una porta spalancata, a meno che - si legge in Dracula - «qualcuno della casa non lo chiami; poi, può venire quando vuole». 


Così è descritta, su per giù, anche nel film di Francis Ford Coppola - che al libro è spesso e felicemente infedele - la strana natura del conte diabolico (in rumeno, il suo nome significa demonio, come Nosferatu sta per non-spirato, mentre vampiro evoca l’antica parola turca uber, strega). Dracula vive tra l’essere e il non essere, sulla linea che separa il sì dal no, e che li unisce. E padrone e servo, appunto, odiatore e amante, decrepito ed eterno, subumano e sovrumano. Egli - ma non sarebbe meglio dire esso? - ha la forza e la debolezza del desiderio. Come il desiderio, non può essere combattuto: quello che vuole, infatti, lo compera pagandolo con l’anima. Ancora come il desiderio, però, nulla può se non è “chiamato”: solo dopo è onnipotente. Per natura, Dracula si contraddice. La più radicale delle sue contraddizioni è espressa da Stoker così: da lui «sono nati grandi uomini e brave donne e le loro tombe rendono sacra la terra dove, soltanto, la sua perfidia può prosperare». Il sacro e il sacrilego in lui si combattono e si confondono: le loro radici scendono nello stesso luogo. 

Non a caso - in un prologo tanto bello da essere insostenibile, paradossalmente “inguardabile” -‘ Coppola racconta l’ira bestemmiatrice del conte. Lì, in quella sfida al Bene sommo, il Male sommo fonda se stesso. Prima di Dracula, un altro personaggio è stato posto da Coppola sulla linea precaria che divide e unisce il sì e il no, il Bene e il Male, il sacro e il sacrilego.
Anche Kurtz - il signore oscuro di Apocalypse Now (1979) - vive del sangue di uomini vivi, ai limiti estremi del mondo. Anch’egli è un fascinatore assassino, un eroe dal cuore di tenebra.

I due film, ancora, hanno in comune una sovrabbondanza di narrazione, come se il loro autore avesse voluto stemperare nella quantità dei fatti la qualità esplosiva delle immagini. Ora come allora, questo nuoce al film. Soprattutto nell’ultima parte di Dracula l’emozione s’indebolisce: una trama inutilmente complessa ci disincanta lo sguardo. Ma è un prezzo che si può ben pagare. In molte, intensissime sequenze gli occhi si smarriscono in un trionfo di fantasmi, riflessi, illusioni che pongono anche noi tra il sì e il no, felici sul confine ambiguo tra vero e falso. Naturalmente quanto ai significati e ai simboli, ce ne sono a piene mani, in questo Dracula. C’è intanto la parentela stretta fra trasgressione e repressione: il cacciatore di vampiri Abraham Van Helsing - uno strepitoso e infernale Anthony Hopkins - è l’immagine speculare, il calco di Dracula. Il suo gusto macabro irridente e “gastronomico” per il sangue è sottolineato anche dal montaggio, spesso ironico. C’è poi la forza fantastica dell’eros, che Coppola evoca ripescando l’antico collegamento tra il vampiro e l’Incubo (fantasma e mostro sessuale che, nel sonno, sta sopra il sognatore).

C’è tanto altro ancora, in Dracula: la storia d’amore classica, la paura della sifilide diventata paura dell’AIDS, cenni all’imminente psicoanalisi (il romanzo è del 1897), la citazione di questo e di quello... Ma soprattutto c’è il cinema. Coppola gira e monta immagini che incantano per se stesse, al di là della storia. E qui, oltre ad Apocalypse Now, il pensiero corre al pur diversissimo Un sogno lungo un giorno, piccolo grande film del 1982, colmo di immagini e illusioni. Chi è, anzi cosa è, alla fine, il vampiro ambiguo di Coppola? Che cosa sta fra il sì e il no, nel suo film, fra l’essere e il non essere? Che cosa - né maschio né femmina, né “lui” né “lei” - si nasconde nella nebbia che “esso” stesso crea, arrivandoci nell’oscurità su esili raggi di luce? La risposta sta, chiara, nella sequenza del cinematografo arcaico, tra le ombre cinesi che riproducono (guarda caso) le immagini del prologo. Lì si incontrano il conte e Mina, in quel luogo dove il desiderio si proietta e si fa immaginario, somma di infiniti fantasmi.

Il cinema, soprattutto il cinema è la cosa che nasce dal desiderio, vivendo ambigua fra sì e no, fra essere e non essere, strapotente e inerme. Che per lo più non sia terrorizzante, è una questione marginale. Più decisivo è il fatto che, se si vuole che arrivi fino a noi, occorre che noi lo si “chiami”.(il Sole-24 ore)

domenica 24 ottobre 2010

domenica 12 settembre 2010

Nightwish - Sleeping sun

                                                                       Graphics by Godiva

venerdì 3 settembre 2010

gauge -----> mm

Proseguo il discorso del wirework con una tabella di conversione dell'unità di misura "gauge" del filo metallico, adottato in USA.
E' doveroso riferirsi a una tabella come questa se ci si vuole orientare tra i diversi spessori del filo.

Primo wirework

Oggi è arrivato l'atteso incudine , e mi sono messa subito in azione col martello per indurire degli anelli di metallo che avevo preparato giorni fa.
Martello e incudine (marca Beadalon) vengono dall'UK, il filo è un gauge 18.

lunedì 30 agosto 2010

Wire working

Per completare il mio attuale lavoro ho bisogno di imparare meglio la tecnica del wire working....(sigh)
Nell'attesa di ricevere l'incudine per qualche colpetto di martello sugli anellini di metallo  :-)) per renderli più rigidi , sto rivestendo delle palline mm 10 con roc 11/o Toho dal colore fantastico ! 
(Y0111 HYBRID Dual Lustered - Gold/Pink)
Cercando in rete e su YouTube qualche tutorial di base, ho trovato dei video molto chiari su come fare correttamente anellini, asole etc

Questo è il link dei video-tutorials caricati da how-to-make-jewelry.com a cui è possibile registrarsi per avere gratuitamente tutte le lezioni:

http://www.wireworksecrets.com/media-files/wireworkvideos.html
Nota dolente: purtroppo  sono disponibili solo in lingua inglese.
Il video sotto è una anticipazione delle lezioni:




domenica 4 luglio 2010

la breve storia della canzone dei Nightwish

La canzone è così bella e dolce che ho voluto saperne di più sul gruppo. Ho visitato il loro sito ufficiale www.nightwish.com/en/news ,  un diario.-racconto della vita della band con le date dei concerti .
Scorrendo le pagine, mi sono fermata al post che riguarda appunto la canzone : essa è stata composta per

il film finlandese  Lieksa!  ed  è stata poi inclusa nel  singolo  Amaranth.
 Il video è tratto da alcune sequenze del film, dove compaiono i 3 protagonisti della storia d'amore, Lara, Kasper e Laszlo.
Ho trovato la trama in inglese del film   su  http://www.imdb.com/title/tt0944114/
Su richiesta aggiungo la traduzione del testo :

Finchè le tue labbra sono ancora rosse
Piccole dolci parole fatte per il silenzio
Non parlare
Giovane cuore per amore
Non struggerti
Capelli scuri per cogliere li vento
Non per velare la vista di un mondo freddo

Bacia finchè le tue labbra sono ancora rosse
Finchè lui è acora in silenzio
Riposa finchè il petto è ancora inviolato, svelato
Tieni un’altra mano finchè la mano è ancora senza un attrezzo
Annega dentro gli occhi finchè sono ancora ciechi
Ama finchè la notte nasconde l’abbagliante alba

Il primo giorno d’amore non torna più
Un’ora di passione non è mai un’ora persa
Il violino, la mano del poeta
Ogni cuore che si sgela suona la tua melodia con cura

Bacia finchè le tue labbra sono ancora rosse
Finchè lui è acora in silenzio
Riposa finchè il petto è ancora inviolato, svelato
Tieni un’altra mano finchè la mano è ancora senza un attrezzo
Annega dentro gli occhi finchè sono ancora ciechi
Ama finchè la notte nasconde l’abbagliante alba


giovedì 1 luglio 2010

fotografie2

Queste sono le prime foto post-trasloco, che ho scattato velocemente questo pomeriggio.




juj
iuh
Tiu
kik
hyh
hyg